Ho potuto fissare i tuoi occhi, finalmente!

Sfuggivano i miei, una volta,

e le candide tempeste del tuo sguardo

uccidevano le mie deboli illusioni di maturo adolescente.

Io te sognavo e te soltanto vedevo,

unica donna dell’universo,

ed il mio dramma

di non poterti offrire quanto avrei voluto

e tu bramavi,

era dolore immenso

ed ancora mi rimane sapore amaro,

di un aspro conflitto.

E tu cedesti, ti pentisti forse, ma sei rimasta,

ed i tuoi occhi brillano di luce che è solo nostra,

non tua, non mia

è nostra dico e ci accompagna ovunque

e ci consente di guardar lontano,

oltre le invalicabili barriere

dell’amore e dell’odio,

oltre la vita,

dove per chi sa ascoltare

oltre le forsennate passioni,

ed un magnifico orgoglio

spicca limpido e puro,

l’eterno, incommensurabile amore.

Tonino Canepa

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