Sfioro le mie labbra

con il gergo del cuore,

le bagno con lacrime amare

sbocciate altrove.

Ritrovo il gusto di una pelle fine

ed una bocca al sapor di miele,

avverto il respiro che toglie l’aria

ed inalo il nettare del verbo amare.

Nutro parole intimidite

con la purezza dell’istinto,

per l’emozione che non sfiorisce

ma vaga in labirinti oscuri.

Proteggo ogni traccia col sudore,

e sfioro con dolcezza il mio sentire,

un alito di leggerezza s’impone

e abbraccia la certezza del fervore.

Sfioro le mie labbra

screpolate dall’inerzia della vita,

concimo un sentimento sempre vivo

che scioglie il ghiaccio alla ragione,

e i tuoi larghi occhi,

i tuoi larghi occhi chiari,

anche se non verrai,

non li scorderò mai.

Marco Bartiromo

 

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