M’esilio in un mare di luce

che tinge il volto del mare,

sdraiata sulla battigia m’ascolto

e resto a sognare.

E l’onda carezza i miei piedi

che par trasformare in conchiglie

il sole spalanca sipari

mostrando le sue meraviglie.

Le ali di bianchi gabbiani

catturano sogni lontani

fra canti di dolci sirene

a smemorare le pene.

E il cuore ritrova sull’onda

di Dioniso l’orecchio ancestrale

a cui trafugare segreti

per poi adagiarli sul mare.

Ho sulle labbra salsedine

amaro sapore marino

Ulisse non è più rissoso;

vorrebbe tornare bambino!

Antonietta Germana Boero

 

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