Bruciano le mie dita

sulle rotaie di un tempo rovinato,

viaggiano su dune eccitate,

smussate da un vento esasperato.

Levigo granelli di sabbia

con l’aiuto del mare,

e indugio sull’onda

per poterti toccare.

Mani che viaggiano sciolte

su spazi infiniti di piacere,

in un silenzio sfarzoso

che s’inchina all’amore.

L’emozione non ha voce,

corre in uno spazio astratto,

privo di spigoli amari

e deviazioni improvvise.

Si fa trasportare

dall’energia del cuore,

per poi crollare sfinito

in un deserto di parole.

Marco Bartiromo

 

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