Pietre sconnesse

specchiate dal sole,

vicoli stretti

pieni di luce,

gente distratta

persa nel tempo,

voci soffuse

senza senso.

Un vento leggero

accompagna il destino

fatto di musica ed allegria,

orchestra formata da mille violini,

sintonia leggiadra

che danza tra i rami

di mille piante a difesa del male,

tra un coro di uccelli a cinguettare

che danno il ritmo

al corpo di ballo,

tra i banchi al mercato

che sembra un vespaio,

il nettare sano di un posto divino,

tra i panni stesi ad asciugare,

artisti di strada vestiti di bianco,

tra le onde leggere

del mare in deriva,

fruscio armonioso

per l’aria che arriva.

Un modo aggraziato

per rendere vivo

un posto che ha dato i natali all’amore,

la terra fatata

in un mondo incantato.

Marco Bartiromo

 

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