Strade felpate, avvolte di un mutevole
manto, e tra le mille gocce dorate
schizza una mano idee viziate
sulla bruna tela del cielo.

Emerge dal foglio la pura armonia
universale, e nude donne ballano
e uomini, con la testa riversa nell’arte
evadono carceri astratti; e il cigno

che di vita ha perduto il rimpianto
al cielo e alla terra regala il suo canto.
Si lascia condurre l’alato animale
dall’eufonia di scirocco e maestrale

e il concerto della stagion breve
si mostra amico ai diversi.
Abbraccio dei cicli avversi,
e ‘l sole che ammira la neve,

mentre rose ghiacciate stringono il suolo
con forti radici, pegno d’amore
dell’attesa utopia. Spiccano il volo
pesci e animali con cauto tremore,

e in un bagno nel mare ghiacciato
andrà a perdersi il verbo malato.
Arcata celeste in mano ai sette colori
sovrasta un passo sepolto dai fiori.

Nude coppie abbattono recinti di civiltà,
dei costumi di un’era passata
l’amore al mattino, sol la viltà,
che sorge e svanisce con la luna dorata.

Enrico Ferrini

 

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