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Segni

Nel ritratto

l’aspetto tramuta,

occhi spenti

e volto incupito.

Nelle rughe

cenni di storia,

passato remoto

che non ha venire.

Pelle mutata

senza corazza,

sguarnita dal fuoco

di mille guerrieri.

Labile fine

ormai consumata,

tra mente stanca

e corpo sopito.

Segni profondi

del tempo imperioso,

che pigia il pedale

e vola via.

Marco Bartiromo

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Parole dissolte

Non v’è lusinga

che affini le azioni,

non v’è ragione

che possa chiarirle.

Chi è profondo

elude il sentire,

e viaggia deciso

in mondi ignorati.

Ogni parola

è un volo sprecato,

dissolto nell’aria

dalla distanza.

E se inventi

un gesto narrante,

ti ritrovi

a crollare nel fondo.

Marco Bartiromo

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Il canto delle sirene

La senti questa voce,

questo suono armonico

che blinda il cuore?

È un tarlo insidioso

che rosica la mente,

e invita la ragione

a non destar la guerra.

Vibra la mia anima

al canto sottile,

da cui non so sfuggire,

e vengo plagiato,

a volte offuscato.

Non desisto,

sfiderò il destino.

Marco Bartiromo

Sorrido

Sorrido,

ad un bimbo

che misura le parole,

ad un gesto inaspettato

che mi lascia senza fiato,

ad un bacio rubato

che parla d’amore.

Sorrido,

ma una lacrima scende

se guardo lontano,

mi rattristo

incrociando il distacco,

e patisco

questo mondo bizzarro.

Sorrido,

ad una luce che mi abbaglia

nel buio della notte,

ad una stella cadente

che illumina il cielo,

ad una fiamma

che riscalda il mio cuore.

Marco Bartiromo

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La ragione è un’isola piccolissima nello sfondo dell’irrazionalità

Platone fu il primo filosofo a teorizzare uno Stato basato sulla logica (logistikòn) e sull’irrazionalità (epithymetikòn) ossia la deroga alla regola. Ciò che è il contrasto tra logistikòn (razionalità) ed epithymetikòn (irrazionalità) è stato al centro delle più importanti riflessioni dell’uomo. Ma cosa è l’irrazionalità, che nello stato “ideale” di Platone assume la forma della creatività? A mio parere, creatività sembra una parola un po’ vuota soprattutto se si pensa che in natura nulla si crea, nulla si distrugge e, quindi, tutto si trasforma. Anche se creatività non abbia un contenuto molto preciso, è una parola, però, diffusa. Indica, in genere, il pensare in modo diverso e cioè risolvere in modo originale i problemi, esprimersi e atteggiarsi in modo nuovo e fuori dal comune .La creatività richiama una forma di intelligenza, che i cognitivisti chiamano divergente, ossia opposta da convergente. L’intelligenza convergente risolve i problemi cercando la soluzione all’interno del problema, quella divergente, che è l’opposto, al di fuori del problema.A scuola si favorisce, ad esempio, l’intelligenza convergente, per questo i creativi di solito non vanno molto bene a scuola, hanno, insomma, una intelligenza non conforme. Per Freud la creatività è connessa alla perversione, l’uomo creativo misconosce le differenze, come i sadici e i masochisti che non conoscono la differenza tra piacere e sofferenza. La perversione è alla base di un pensiero che “non va per il verso giusto”, e per verso intendo direzione, se questa direzione vien lasciata alle pulsioni emerge la creatività. Sia cognitivismo che psicoanalisi trattano questo stato come misconoscimento delle differenze istituite dalla ragione. Quando nasciamo, e finchè non arriviamo all’età della ragione, ci comportiamo in modo indifferenziato, un bambino infatti può usare un succhiotto e per succhiare e come arma per minacciare il proprio fratellino. La ragione non è la verità, è solo un codice condiviso da tutti che fornisce il significato ad ogni cosa. Anche la poesia, come il mondo infantile, fa oscillare il significato delle cose, Leopardi parlava con la luna come se fosse una donna chiedendole cosa facesse in cielo, la luna nella poesia di Leopardi non è un satellite ma una persona con la quale confidarsi. Dal punto di vista della ragione Leopardi dovrebbe essere un matto, ma invece è un poeta e la poesia associa i significati, e per questo è creatività, perché è un mondo folle dove ogni cosa non è sempre quella e allo stesso tempo non è nulla. La creatività ha le sue radici nella follia, ossia nello scenario indifferenziato, in un mondo dove i significati sono contaminati ed i comportamenti dei creativi diventano incerti e poco decifrabili. Pochi giorni fa ho avuto il piacere e l’onore di assistere ad una lectio magistralis dell’ illustre Galimberti che ha individuato due ordini di follia , un ordine “secondario”, che vede la follia come trasgressione delle regole della ragione, ed un ordine “primario”, una follia come status originario, che ha spinto l’uomo a dare vita alla ragione, per dominare questa follia. E creando la ragione è nata la follia secondaria per contrastare la ragione (la deroga, follia secondaria, alla regola, la ragione). Kant diceva la ragione è un’isola piccolissima nello sfondo dell’irrazionalità,così per essere artisti e poeti bisogna scendere in questo scenario folle ed indifferenziato, ma per farlo occorre una disciplina, perché è necessario poi riemergere nel mondo della razionalità. Però, noi siamo irrazionali, il più delle volte la nostra follia si manifesta quando dialoghiamo con noi stessi, mentre quando stiamo con altre persone manifestiamo la razionalità, viviamo, quindi, in due dimensioni: l’ io che è irrazionale e il noi che è razionale. La follia non è una dimensione in cui si cade ma una dimensione da cui proveniamo. Una casa in cui abbiamo vissuto da bambini e che ritorneremo a vivere quando saremo anziani, il comportarsi come un bambino non è un raptus ma un ritorno a noi stessi, a volte nella dimensione della follia primaria torniamo anche quando viviamo nella dimensione razionale.La ragione non crea nulla, questa inventa solo regole necessarie per il vivere comune e ci rende tutti uguali.La creatività è, invece, originalità e credo che ciascuno deve avere una certa familiarità con la propria follia, perché da qui nasce il nuovo, la creatività è originalità, in fin dei conti siamo tutti uguali nella razionalità, mentre nella follia siamo davvero diversi.

Fabio Mareverde

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Come una farfalla

Adàgiati

dolcemente tra le mani,

atterra leggera

sfiorando la mia pelle.

Riposati

mentre ti accarezzo,

non voglio disturbare,

e resto qui a vegliare.

Fermati

non scappare,

non è un gioco,

ma solo amore.

Fidati

non aver paura,

non tapperò le ali,

ma ti farò volare.

Marco Bartiromo

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Canto

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Ho una freccia

nel mio arco teso,

e miro giusto al centro

di un sogno mai svanito.

Ho le gambe ferme

non più tremolanti,

e braccia forti

per solcare il tempo.

Ho mille occhi

e guardo lontano,

ponendo il canto

alle sfumature.

Marco Bartiromo

Federico Garcia Lorca

 

panchinaCanto  XVII

di Federico Garcia Lorca

Vorrei sedermi vicino a te in silenzio, ma non ne ho il coraggio: temo che il mio cuore mi salga alle labbra. Ecco perché parlo stupidamente e nascondo il mio cuore dietro le parole. Tratto crudelmente il mio dolore per paura che tu faccia lo stesso.

 

 

In punta di piedi

In punta di piedi.

Highest Order

“Ci sono diverse fasi in cui l’anima subisce varie metamorfosi, e ognuna di queste è un’esperienza progressiva di purificazione. Inizia a esplorare il tuo spazio interiore, sarà la tua prima fase di controllo. Non sei ancora pronto per capire ciò che è utile, buono, e ragionevole, per se stessi e per gli altri, in questo momento tu stai agendo egoisticamente pur di arrivare al tuo scopo. Non ti rendi conto che questo tuo modo di fare, oltre a danneggiare gli altri, rovina prima te? Hai messo Elena in una situazione di disagio per salvaguardare la tua colpevolezza, e sentirti sicuro. Ti sei appoggiato a me per trovare una via di fuga. Mi hai fatto partecipe del tuo peccato solo perché costretto, perché hai capito che le tue azioni m’incuriosivano al punto da far nascere mille dubbi. Adesso, io non ti sto dicendo di andartene, ma semplicemente di restare in attesa, affinché gli sviluppi non ci permettano di stabilire cosa sia meglio fare. Continuerai a studiare, sempre a nostre spese, ma la materia principale che dovrai frequentare non sarà solo filosofia, ma la conoscenza di te stesso e della tua coscienza.”

Tratto dal libro “Highest Order” di Marco Bartiromo

Immagine

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Le donne lo sanno...

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Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane.

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Grazia Bruschi - Tra l'incubo e il sogno

Posso essere rondine per tornare, foglia per cadere. Posso essere tutto quando scrivo, anche felice.

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

Poiesis

And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare (A Midsummer Night’s Dream)

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Parlare d'altro per parlare di poesia. Ed il contrario

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Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

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In un vecchio baule impolverato, nella soffitta della nonna, ho trovato il suo diario di quando era tredicenne, come me adesso...

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